Acqua da bere e per cucinare: quali sono le sostanze pericolose

La percezione che gli italiani hanno dell’acqua del rubinetto è che questa non sia buona, perché ricca di sostanze che non fanno bene alla salute. Ma è veramente così?

Cosa prevede la legge

La normativa sulle acque destinate al consumo umano (D.Lgs 31/2001) stabilisce che l’acqua deve essere potabile, cioè salubre e pulita, ovvero non deve contenere microrganismi né altre sostanze in concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana. E la direttiva europea approvata a febbraio 2020 garantisce ai consumatori una maggiore tutela rispetto alla precedente: essa, infatti, abbassa i limiti di tollerabilità della presenza di una serie di sostanze nell’acqua.

La potabilità dell’acqua è garantita però soltanto sino al contatore, poi è responsabilità del ricevente. Ed è proprio sul trasporto che sorgono tanti dubbi, essendo le tubature spesso vecchie di decenni. Questo favorisce la loro corrosione e la contaminazione dell’acqua da parte di metalli pesanti.

Le sostanze pericolose presenti nell’acqua

Arsenico – L’arsenico è metallo presente in natura in forma organica e inorganica capace di contaminare le falde acquifere. Se ingerito, soprattutto in concentrazioni massicce, provoca vomito, dolori addominali, diarrea, insensibilità agli arti, crampi e contrazioni muscolari dovuti all’infiammazione dei nervi periferici. In alte dosi può provocare il blocco dei muscoli cardiaci e respiratori causando la morte. Le direttive comunitarie oggi permettono una tolleranza sino a 10 microgrammi/litro.

Cromo – Il cromo è un metallo naturale che fa parte della crosta terrestre e si trova nelle piante, negli animali e nel suolo. Esso è presente anche nell’acqua, sia come conseguenza di processi naturali che di attività umane: qui gli stati di ossidazione prevalenti sono il Cr(III) e il Cr(VI). Se il cromo trisavalente è un micronutriente che entro certi valori fa bene all’uomo (10-40µg per i bambini, 50-200µg per gli adulti), il cromo esavalente è invece uno dei più pericolosi inquinanti ambientali: è tossico, mutageno e cancerogeno. E proprio questo tipo è uno dei metalli più utilizzati in ambito industriale. Il D.Lgs 31/2001 prevede che il limite del cromo nelle acque potabili sia di 50 µg/litro, con la specificazione in un decreto ministeriale del 2016 che il Cr(VI) non deve superare i 10 µg/litro. Esso può comportare problemi respiratori, eruzioni cutanee, indebolimento del sistema immunitario e danni a stomaco, fegato e polmoni.

Piombo – Il piombo è un metallo resistente e duttile molto utilizzato sino agli anni Sessanta del Novecento per le tubature dell’acqua. Però è anche un metallo tossico che se assunto oltre una certa soglia può causare disturbi neurologici e del comportamento, problemi ai reni, ipertensione, malattie cardiovascolari, ridotta fertilità e aborti, ritardo nello sviluppo neurologico dei bambini e nella maturazione sessuale, alterato sviluppo dentale. L’attuale normativa prevede una presenza massima nell’acqua potabile di 10μg/litro.

PFAS (sostanze perfluoro alchiliche) – composto chimico prodotto dall’uomo, stabile in natura sia chimicamente che termicamente. Questo porta a una sua presenza persistente nell’aria e nel suolo, con possibilità di contaminazione delle acque superficiali e sotterranee. Per l’uomo il rischio principale è proprio il contatto con acqua e cibi contaminati. In caso di assunzione il loro tempo di eliminazione è lungo perché dopo essere stati smaltiti dai reni rientrano il gioco con il riassorbimento. Le conseguenze sulla salute umana non si conoscono ancora bene, ma ricerche effettuate sostengono una probabile associazione con ipercolesterolemia, ipertensione in gravidanza e pre-eclampsia, malattie della tiroide e alterazioni degli ormoni tiroidei, colite ulcerosa, tumore del rene e tumore del testicolo.

Cloro – Il cloro è un disinfettante ad ampio spettro contro gli inquinanti microbiologici (in particolare, Enterococchi, Escherichia coli, Legionella) e per questo viene utilizzato per purificare l’acqua, ma è esso stesso dannoso. Ci sono numerosi studi che testimoniano una correlazione tra la presenza di cloro nell’acqua potabile e cancro (seno, colon, vescica, intestino retto), arteriosclerosi, colesterolo, infarto. Potrebbe inoltre essere tra le cause dell’aumento delle allergie al cibo.

Il bias della bollitura

Molte persone pur non bevendo l’acqua del rubinetto per via delle sostanze che contiene la usano per cucinare. Un’abitudine che deriva dalla convinzione che bollendola si elimina ogni rischio per la salute. Di fatto così non è: se la bollitura rende innocui i batteri presenti nell’acqua, non si può dire lo stesso per i metalli che anzi con l’evaporazione hanno anche una concentrazione maggiore.

Tutelarsi dalle sostanze pericolose contenute nell’acqua del rubinetto è possibile. Ti basta scegliere di passare all’erogatore d’acqua della Aurora D’Agostino. Per informazioni chiamaci allo 0967.521388 o scrivici a info@auroradagostino.it o entra in contatto con noi con una delle tante possibilità offerte sul nostro sito auroradagostino.it. Altrimenti ci trovi a Satriano (CZ), in via dell’Artigianato 18.

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