Trattamento acque con sistema di filtraggio a microfiltrazione a 0,3 micron con argento e carboni attivi: i benefici

L’acqua può essere purificata attraverso diverse tecniche dalle quali dipende il tipo di sostanze che la stessa conterrà. Una di queste tecniche è la microfiltrazione.

Cos’è la microfiltrazione

La microfiltrazione è un processo che si basa sulla separazione delle particelle solide dall’acqua grazie a una membrana filtrante, i cui pori possono avere un diametro da 0,1 ai 10 µm (micron). Per comprendere l’ordine di grandezza di tali misure possiamo dire che, indicativamente, la grandezza dei batteri va tra 0,1 e circa 10 µm; i virus sono più piccoli di 0,1 µm. Una buona microfiltrazione è a 0,3 µm.

Nel trattamento dell’acqua la microfiltrazione viene utilizzata per rimuovere batteri patogeni e ogni tipo di residuo in sospensione presente nell’acqua (sabbie, detriti, ruggine, alghe, sedimenti vari), lasciando però passare i sali minerali indispensabili al nostro corpo (magnesio, calcio, sodio e potassio).

Carboni attivi e argento: due componenti preziose

Per migliorare ulteriormente la qualità dell’acqua alla membrana vengono aggiunti anche i carboni attivi, che hanno il compito di rimuovere i cattivi odori e sapori, ad esempio quello del cloro. In questo modo l’acqua che si ottiene ha un gusto molto più piacevole quando la si beve.

Altro elemento che gioca un ruolo di primo piano è l’argento, un metallo antibatterico naturale capace di impedire la duplicazione delle cellule dei batteri.

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